Alla Biennale di Venezia del 1990 la coppia di fotografi tedeschi Berndt e Hilla Becher vincono un premio normalmente dedicato alla scultura, spostando così la fotografia documentaria nel regno dell’arte contemporanea.
I due fotografi si sono fatti conoscere attraverso il loro lavoro particolarmente ossessivo.
Prendendo come unico oggetto l’eredità industriale tedesca, ridefiniscono l’intenzione documentaristica da un approccio concettuale: usano solo il bianco e nero per avere una luce neutra, con la stessa frontalità che integra completamente il soggetto nell’inquadratura.





