Nel 1928 si afferma la parola “documentario”, usato nel cinema per designare la rappresentazione nuda e cruda della realtà e in contrasto con i film degli studi di Hollywood.
Fu ripreso molto rapidamente nella fotografia, sia in francese che in tedesco e inglese.
È da questo momento che il documentario si costruisce attorno all’idea che è necessario testimoniare i fatti senza scadere in una rappresentazione superficiale e mobilitando un trattamento creativo.
L’incarnazione più famosa di questo approccio rinnovato è la campagna fotografica negli Stati Uniti della Farm Security Administration (FSA), che ha fatto emergere il documentario come un genere a sé stante, offrendo sia una testimonianza sociale che un’indagine sul patrimonio.
In questa campagna fotografica si distinsero Arthur Rothstein, Ben Shahn, Walker Evans e Dorothea Lange .


